Potrebbe sembrare un saggio di meditazione orientale e invece è semplicemente il Codice Jedi, la Via della Forza.
La forza può essere equiparata al concetto che abbiamo della bellezza, una forza da cui attingere il potere, un campo di energia creato da ogni essere vivente, che compenetra e mantiene unito e vivo l’universo. Un’energia che scorrere in noi se abbiamo la capacità di ascoltarla, potremmo cogliere la bellezza in tutto ciò che ci circonda, un’alleata, è uno strumento che ci permetterebbe di vedere ciò che normalmente ignoriamo, che ci consentirebbe di dominare la nostra mente in modo da renderla capace di guidare i pensieri, le nostre emozioni e di conseguenza le nostre azioni.
La Bellezza,la Forza, sono anche il binomio tra bello e brutto tra luce e tenebra, di yang e yin, del positivo e negativo, è un concetto, sfuggevole come la sua natura che è anche l’origine dell’universo, dell’infinito.
La percezione del bello e del brutto, sono un cosa sola e al Centro, si trova la nostra Bellezza. Per coloro i quali hanno la capacità di “sentirla” sono perfettamente consapevoli della natura del bello e del brutto e tuttavia abbastanza distaccato da essi, tanto da comprenderne, il loro confine, capire quando è il momento di ritrovare la via, l’equilibrio, la tranquillità della mente e quindi la capacità di discernere i pensieri…
Comprendere la morte, il male, la violenza, ci permette di scegliere tra due vie: il Lato Oscuro/Brutto sfruttando la Forza oscura per dominare e uccidere, oppure restare fedele alla Luce/Bellezza, servire e custodire la Forza, che lascia entrare e uscire ad ogni respiro, come la natura che svolge le sue funzioni in armonia con la naturale essenza dell’essere.
Non è la bellezza che muove i pensieri, sono i pensieri che trovano la bellezza. In questo modo ognuno di noi è capace di creare l’infinito dentro se stesso: lo spazio in cui si può muovere la Bellezza, quella stessa energia che traspira in tutte le pratiche e le teorie meditative nate in Oriente. La spiritualità, il dualismo dell’Universo, la capacità di dominio della mente sulle azioni, la concentrazione e l’equilibrio.
Non è semplice distinguere la fantasia dalla fede, quella che ti fa credere in un certo modo che quella benedizione, non si scosti piu’ di tanto dalle nostre frasi di rito: “che la Forza sia con te”.
Il concetto della Forza è la traduzione esatta del concetto cinese di “gong” (anche trascritto “kung” come nell’arte marziale del kung-fu) cioè la Forza che i lottatori di arti marziali, ricordano molto,anche, quelle dei samurai giapponesi, nonché tecniche di concentrazione che richiamano quelle degli stessi ordini monacali buddisti o taoisti sviluppati in Cina.
Il “qi gong” (o “chi kung”) cinese (letteralmente “la forza dell’aria”) passa per una forma di addestramento alla respirazione e alla meditazione che aumenta l’efficacia dei colpi e la concentrazione nel combattimento.
Meditazione e lotta sono allora due facce della stessa medaglia. Per questo i migliori lottatori cinesi vengono ancora oggi addestrati nel monastero buddista di Shaolin. E’ questo il sottile ma fortissimo rapporto che viene descritto dall’impianto ideologico della Saga.
Tanto “misticismo” è poi intessuto attraverso i fili del romanzo e della fantascienza, così passato e presente, fede e immaginazione, realtà e metafisica si confondono. L’aria ha una Forza, la sentiamo, ci accorgiamo della sua presenza fuori e dentro di noi, nel vento e nei meccanismi interni del nostro corpo. Quella esterna la possiamo forzare trasformandola in energia, ma come si può pensare di poter forzare l’aria interna? La matrice è identica, eppure ci riesce difficile immaginare di poterlo fare.

Non è la bellezza che muove i pensieri, sono i pensieri che muovono la bellezza.

 

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