Stiamo vivendo un passaggio spazio temporale che è fortemente condizionato dall’ apparire, dalla bellezza, dalla visibilità, dall’accettazione e sopra ogni cosa dal riconoscimento esterno. In base a questi elementi la Psicologia, dopo numerose ricerche ha potuto evidenziare come l’attrattività fisica abbia raggiunto un’importanza storica mai conseguita .

Anni 70/80 – “Non è bello ciò che bello ma è bello ciò che piace”, affermazioni di questo tipo venivano rafforzate da altre come: “ la bellezza è negli occhi di chi guarda”. Alla bellezza venivano attribuiti dei valori aggiunti come la moralità e la bellezza interna, come se bastasse l’apparenza fisica per poter esprimere un giudizio su una persona. La naturale conseguenza era che le persone belle fuori erano anche e di sicuro belle dentro, buone e intelligenti. A persone ( brutte ) e poco attraenti venivano attribuite tutta una serie di caratteristiche diametralmente opposte.
A determinare i canoni della bellezza estetica intervengono due fattori: estrinseco, contingente (legato al contesto storico culturale )
intrinseco, universale, indipendente dalla cultura.
La Psicologia della bellezza sviluppa la sua ricerca in base al fattore intrinseco, quindi : statura, conformazione dei denti, grandezza della pupilla, colore dell’iride, presenza di occhiali, assenza o presenza di barba, proporzioni del volto, forma degli occhi,ecc….
Che ruolo ricopre la bellezza nella vita di tutti i giorni? molto importante, spesso anche troppo. Prendiamo in considerazione per un momento a cosa succede quando la bellezza viene meno. L’autostima potrebbe venir minata, come anche la possibilità di avere buoni rapporti interpersonali, un partner o un lavoro se il nostro lato estetico non ci soddisfacesse. Quanto detto, trova conferma attraverso un analisi dei dati relativi all’utilizzo sempre maggiore della chirurgia estetica. In Italia si praticano ogni anno circa 700.000 iniezioni di filler, 65.000 lipo-aspirazioni, 60.000 mastoplastiche additive, 50.000 blefaroplastiche.
Modificare il loro aspetto fisico in funzione ai canoni imposti da una continua e massiccia comunicazione mediatica ci porta a perdere il contatto con la realtà, cercando così di diventare e nelle peggiori delle ipotesi di ( essere ) l’avatar dell’icona del momento.
Si basti pensare a quante persone ricorrono al parrucchiere, estetista, beauty farm o anche la semplice boutique, in maniera periodica, per intervenire sul loro aspetto fisico.
Il concetto importate, è che gli elementi sopra citati sono strumenti importanti se utilizzati e gestiti per raggiungere una consapevole bellezza emotiva. Quindi, la vera domanda però non è quanti ricorrono a tutto ciò, ma perché.
La ricerca dell’assoluta perfezione, del successo e dell’armonia tra mente e corpo crea dei complessi, dinamiche, che si ripercuotono sia a livello conscio che inconscio.
Si basti pensare alle donne e al cambiamento dei loro look quando attraversano grandi cambiamenti, capita molto spesso che una donna dopo il matrimonio o dopo la nascita di un figlio decida di tagliare i capelli, oppure finita una relazione oltre al taglio dei capelli cambi anche il colore. Mente e corpo vanno di pari passo, ma d’altronde non poteva che essere così visto che non sono due organi separati ma in stretta relazione tra loro.
Ciò che si tende a modificare è la parte non coerente all’ immagine interna che abbiamo di noi stessi e delle nostre aspettative.

La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell’uomo. E’ così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L’uomo ci arriva solo dopo la morte.
Milan Kundera

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