Catene Emotive

Catene emotive

Conoscete la metafora degli elefanti del circo ?

Quando questi elefanti sono ancora piccoli prima di essere legato vengono e deboli.

Vengono incatenati a dei pali di ferro conficcati nel terreno, questo per impedire loro di liberarsi e/o scappare.

Questo permette ai formatori circensi di tenerli vicini, lavorando con loro e  li preparano ad una vita in schiavitù.

L`elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell`impotenza sperimentata e non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza.

A volte viviamo anche noi come l`elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perché  una volta, nel nostro passato, abbiamo provato un esperienza negativa.

Da allora sulla pelle abbiamo inciso “non posso, non posso e non potrò mai”. Si tratta di catene e di schemi mentali che da anni, forse da sempre, abbiamo impressi nella testa.

Sono modelli di comportamento marchiati a fuoco,  non sulla  pelle ma nell’ animo.

Siamo tutti programmati per comportarci, agire e reagire in  un certo modo.

Solo quando ne siamo consapevoli  iniziamo a spezzare le catene e vivere una vita da  protagonisti al di fuori del circo delle illusioni.

A volte viviamo le nostre invisibili Catene emotive, anche noi come l’elefante pensando che non possiamo fare.

Semplicemente perché una volta, un po’ di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo inciso “non posso, non posso e non potrò mai”.

Siamo cresciuti portandoci dietro il messaggio che ci siamo trasmessi da soli, perciò non proviamo più a liberarci del paletto.

Quando a volte sentiamo la stretta dei ceppi e facciamo cigolare le catene, guardiamo con la coda dell’occhio il nostro paletto e pensiamo: quanto sono potenti queste invisibili convizioni.

 

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