Il cassetto dei sogni: dove ritroviamo le nostre emozioni e ci piace sfogliarle, assaporarle, e riviverli mille volte nella mente.
Con il passare degli anni, il gesto di aprire quel cassetto diventa meno frequente, come se una ruggine sottile bloccasse i nostri gesti.
I sogni dimenticati impallidiscono, diventano trasparenti fino a essere invisibili.
Il cassetto dei sogni si svuota piano piano.

Spesso senza che noi ce ne rendiamo conto, si riempie il cassetto dei rimpianti.

Poi succede che un giorno, per un colpo di vento, un incontro, un sorriso, il cassetto dei sogni si riapra d’improvviso, riportando con violenza dolorosa, l’eco dei sogni non vissuti, delle carezze non date, delle parole perdute.
In quei momenti, si trova finalmente il tempo di fermarsi e di fare un bilancio della propria vita.
Quando la malattia o la morte di una persona cara ci impongono di prendere atto dell’assoluta brevità della vita, effimera come un sospiro. O quando una nostra crisi esistenziale sotterranea si veste dei colori dell’innamoramento.
In questi momenti di verità con se stessi, e importante fermarsi. Per darsi il tempo di guardare quel cassetto dei sogni e quel cassetto dei rimpianti.

Non “per forza” o “perchè tutte/i lo fanno” il furore di un’attrazione antica.
Ma è di vitale importanza riconoscere che c’è fame di emozioni, di tornare a sognare un po’, di riaprire quei margini/ricordi che forse erano scomparsi dalla nostra vita da troppo tempo .

“Tutti i mattini del mondo sono senza ritorno”,
scrive Pascal Quignard
nel libro delizioso -Tous le matin du monde

Il coraggio di riaprire il cassetto dei sogni ci restituisce la consapevolezza dell’emozione mai perdute.

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