Psicocibernetica

Psicocibernetica

La Psicocibernetica è una scienza il suo nome platonico ricopre un determinato campo delle attività mentali che si trova a contatto con varie scienze e di tecniche.

Per parlare  di gestione degli obiettivi è necessario partire dalla ricerca di Maxwell, un medico americano specializzato in chirurgia plastica.

Autore di  un libro considerato fondamentale della filosofia motivazionale moderna.

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Scoprì

Un obiettivo è tanto più raggiungibile quanto più la persona che lo ha ideato lo sposa anche a livello inconscio.

Maltz riscontrò che anche dopo essersi sottoposti a un intervento di chirurgia plastica, alcuni pazienti continuavano a sentirsi esteticamente non attraenti.

In altre parole il problema continuava a esistere nella loro mente.

Viceversa, in altri pazienti riscontrò un notevole rafforzamento della loro autostima successivamente all’ intervento.

La differenza

Tra le due categorie di pazienti era riscontrabile nelle loro rappresentazioni interne.

Comprese dunque che alla base della nostra percezione della realtà esistono non solo processi mentali consci, ma anche processi inconsci, questi ultimi particolarmente efficaci nel condizionare l’immagine di sé e della realtà circostante.

Elaborò 

Una nuova tecnica psicologica denominata Psicocibernetica, ovvero l’arte di saper manovrare la mente.

Partendo dal presupposto che la mente funziona come un missile intelligente: una volta programmata verso un obiettivo ben preciso, mette in atto dei meccanismi per raggiungere il “bersaglio”.

Per far questo il missile dovrà conoscere l’obiettivo la traiettoria dovrà essere programmata in modo da incontrare il minor numero possibile di ostacoli.

Va inoltre detto  che il funzionamento del missile, anche la mente umana registra le strategie che si sono rivelate efficaci nel tempo e le mantiene in memoria fino a quando non si presenta l’occasione per applicarle nuovamente.

Tutto ciò secondo è possibile se la mente viene programmata attraverso un approccio integrato tra “ragione e sentimento”.

Ovvero coniugando la parte razionale con quella emozionale del nostro cervello.

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